giovedì 24 maggio 2012

Totti, cuore e assist su Palermo

Non poteva davvero mancare, Francesco Totti, in una serata come questa. E soltantochi sa poco di lui – anche se sono rimasti in pochi – può stupirsi di vederlo lì in campo. Per di più in porta, ovvero dove nessuno potrebbe mai pensare di farlo giocare. Perchéovviamente non ha motivo di ostentare la sua bravura, né può solo sfiorarlo l’idea di farsfigurare chi gli è accanto. Ancora una volta un modo per esser presente, il suo, mascegliendo un ruolo quasi in disparte, con quell’umiltà che è solo dei grandi, come hasempre fatto quando si è trattato di impegnarsi in favore di chi avesse bisogno, sepossibile senza farlo sapere.

A meno che non fosse necessario metterci la faccia, magari a sostegno di un’iniziativadi carattere umanitario, come nelle tante occasioni, anche internazionali, che lo hannovisto protagonista: dagli appelli per Giuliana Sgrena o Sakineh, alle tante campagnecome ambasciatore dell’Unicef. E anche ieri sera, Francesco era lì, allo stadio dellaFavorita, a difendere la porta della Nazionale Magistrati, in quella Partita del Cuorevoluta per ricordare Giovanni Falcone e Paolo Borsellino a vent’anni dall’attentato diCapaci. In porta, come detto. Almeno per una ventina di minuti.
Perché poi è stato troppo forte il richiamo del pallone in mezzo al campo. Sarà forseperché a difesa della porta avversaria, quella della Nazionale Cantanti (e Attori), c’eraGaetano D’Agostino, palermitano ma anche lui dal passato nella Roma, che l’idea difargli un gol deve averlo solleticato. Anche se – gli hanno detto - non gli era consentito. E allora, eccolo distribuire palloni e assist, com’era logico che fosse, illuminando ilgioco e lo spazio attorno a sé, come solo lui sa fare. Dentro e fuori dal campo. In unaserata da incorniciare, che si era aperta con la voce di Claudio Baglioni e quella dimigliaia di spettatori che hanno cantato e gridato il loro “Noi no!”. E ci voleva giusto unostadio pieno di ragazzi arrivati da tutta Italia – molti di loro con le due Navi della Legalitàpartite da Napoli e da Civitavecchia - per sentire finalmente intonare l’inno nazionalesenza interruzioni, né fischi, com’era accaduto purtroppo anche domenica scorsa. Cosìcom’è stato possibile assistere ad un vero minuto di silenzio, come non lo si “sentiva”da tempo.
Merito forse di quei Venti, che non sono solo gli anni che ci separano da quei drammatici eventi, ma anche ciò che si respira nell’aria, in termini di ideali di cui i tantiragazzi si fanno interpreti. “Capaci di non dimenticare” recita uno striscione. Con un altro che gli fa eco: “Chiudendo i loro occhi avete aperto i nostri”. O ancora: “Non li avete uccisi, le loro idee camminano con le nostre gambe”. «Parole forti, quelle dei due giudici – dice Daniele De Rossi dal ritiro della Nazionale, commentando le frasi diFalcone e Borsellino lette da Raoul Bova e Luca Zingaretti. – Avevo nove anni, allora, e se ne parlò molto a scuola. Ma soltanto negli anni a seguire capii la gravità di quanto era accaduto e quale fosse stata la loro grandezza». Francesco, Daniele, e i tanti Francesco e Daniele ieri sugli spalti. A ricordare due eroi, le loro scorte, e Melissa, l’ultima vittima innocente di tanta barbarie. «Era importante essere qui, sonoemozionato e ringrazio tutti per l’invito - ha detto Totti - È un evento importante per unacittà bella come Palermo. Mi gratifica aver partecipato».

fonte Il Romanista - MAURO MACEDONIO

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